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SOCIETA' ASTRONOMICA ITALIANA

Sez. Piemonte e Valle d'Aosta

Il sogno di un astrofilo

Un Osservatorio Autocostruito in Giardino

Raggiunta l’età della pensione, finalmente ho realizzato il mio sogno, nato con mio figlio adolescente, quando abbiamo iniziato a osservare il cielo con un Bausch & Lomb SC da 20 cm: ho costruito un Osservatorio astronomico nel giardino della mia casa!  Del resto Savigliano ha dato i natali a Giovanni Schiaparelli uno dei più grandi astronomi Italiani.

Dal 2019 sono stato accettato e ammesso come  socio di SAIt Società Astronomica Italiana e questo  è per me un grande motivo di orgoglio.

L’OSSERVATORIO E I SUOI STRUMENTI

 La costruzione è una casetta con struttura in ferro di 4,5×3,5 m, interamente rivestita di perlinato. Sopra la struttura poggia una cupola con diametro di 3 m, di tipo geodetico 2V (mezzo icosaedro), con apertura a doppio portellone. La struttura della cupola è in alluminio, con riempimento in compensato e rivestimento in vetroresina. La cupola è fissata su di un ferro a “T” e la parte inferiore poggia su una serie di mini pulegge che ne permettono la rotazione. La rotazione viene effettuata con un sistema motore-ruota dentata-cremagliera. Per il movimento, ho usato un motore a 12 V di un tergicristallo a due velocità. La cremagliera conta 1149 denti, in modo che per ogni dente lo spostamento sia di 0,31°.

Questa misura dà anche il massimo errore in azimut sul posizionamento del telescopio. Essendo l’apertura della dimensione di circa 78 cm, non vi sono problemi di centraggio anche con strumenti di 40 cm di diametro. I portelloni sono comandati da quattro motori di alzavetri (recuperati da un demolitore auto) a 12 V CC con cremagliera. Tutta la struttura, così come l’elettronica e il software di gestione, li ho progettati e costruiti insieme a mio figlio Matteo. All’interno della cupola sono ospitati due telescopi; il principale è un Newton Marcon da 30 cm di diametro f/5 con una focale di 1,5 m; l’altro è un acromatico di 15,2 cm di diametro con focale di 1,2 m, montato in parallelo al primo.

L’Osservatorio è completamente automatizzato ed è gestito tramite due PC. Un computer gestisce tutte le attività della cupola,  e la stazione meteo (apertura portelloni, rotazione della cupola, ritorno in posizione di parcheggio e chiusura portelloni, comandi manuali di cupola e telescopio), tramite un software prodotto da noi.

I comandi per il funzionamento dei portelloni costruiti con delle lamelle striscianti. Questi striscianti servono anche per fermare la cupola in posizione di parcheggio

L’altro gestisce il telescopio/ CCD/ruota porta filtri, focheggiatore (interamente autocostruito con tecnologia Arduino). Tramite il software Voyager, che interfaccia i vari software di gestione: TheSky6 per il puntamento del telescopio e come planetario, Maxim DL per la gestione del CCD e della ruota porta filtri, All sky plate solver per la sincronizzazione con il cielo abbinato a Local Astrometry net, Plate solver 2 per il puntamento fotometrico . Il computer per il puntamento è un FS2 di Astro Electronic. Mentre per il collegamento da remoto viene usato Team viewer , che è sfruttabile liberamente per scopi non commerciali. Per l’accensione di tutti gli apparati ho installato un Son-off comandabile da remoto tramite app e pure una webcam ad infrarossi che provvede a rendere visibile tutto ciò che accade all’interno dell’osservatorio. Per la ripresa delle immagini, viene utilizzato un CCD della Atik con ruota porta filtri dotata di filtri fotometrici Cousin.

LA COLLABORAZIONE CON LE SCUOLE E LA DIVULGAZIONE

Nel 2014, iniziata l’attività di osservazione, ho scelto di condividere la possibilità di questo mezzo, facendo divulgazione astronomica attraverso alcune collaborazioni ed ho iniziato con il Liceo Arimondi e l’Università delle Tre Età di Savigliano (CN). Inizialmente la scuola ha raggruppato alcune classi per fare serate di osservazioni con spiegazione del cielo. Relativamente all’Università, ho invece intrapreso la strada di svolgere alcune lezioni in aula, per poi verificare con serate osservative ciò di cui si era parlato. In parallelo a ciò, ho lavorato su astrometria di asteroidi, al fine di ottenere il Codice Osservatorio dal Minor Planet Center. Questo codice è stato ottenuto nel 2016, perciò oggi l’osservatorio è conosciuto con la sigla K76 BSA Observatory Savigliano. Proseguendo negli anni, la collaborazione con la scuola si è trasformata in un progetto di “Alternanza Scuola-Lavoro” con l’obiettivo di eseguire una ricerca di nuove stelle variabili. Nel dettaglio, il progetto si compone delle seguenti fasi: si fanno analizzare da tre gruppi distinti di tre allievi ciascuno le immagini ottenute in anni di studio su asteroidi, impiegando il software MPO Canopus, per ricercare la presenza di stelle variabili in queste immagini; per gli eventuali ritrovamenti, occorre poi verificare sul sito dell’AAVSO (American Association of Variable Star Observers, www.aavso. org) se le stelle in oggetto sono già state censite; se una stella di cui si osserva la variabilità non è ancora stata censita, bisogna iniziare una serie di sessioni osservative sino ad avere un numero sufficiente di dati fotometrici per ottenere la sua “curva di luce”. Per insegnare agli studenti l’utilizzo di un Osservatorio astronomico in modo completo, sono state previste delle serate in collegamento da remoto, per inizializzare le sessioni osservative con i vari gruppi. Questa avventura di ricerca di stelle variabili è iniziata nell’autunno del 2016, grazie ai 50 gigabyte delle immagini raccolte dall’amico astrofilo Andrea Ferrero a partire dal 2010 per una ricerca sugli asteroidi. Anche Ferrero è proprietario di un Osservatorio autocostruito (codice MPC B88). Il lavoro di ricerca ha già fruttato la scoperta di quaratanove nuove stelle variabili, tutte pubblicate sul sito AAVSO con il nome P-VASAR_V1-V49 (nome che abbiamo assegnato alla nostra survey, che deriva da Project Variable Star Andrea Roberto).

Per noi è stato veramente motivo di grande soddisfazione il raggiungimento di questi risultati, perché dimostrano che anche con attrezzature modeste, grazie a determinazione e impegno e soprattutto unendo forze e conoscenze individuali, si può giungere a tanto. Ma ancora più importante è assistere alla soddisfazione e allo stupore di persone e ragazzi, quando per la prima volta possono osservare il cielo con l’aiuto di un telescopio. Ad oggi l’osservatorio si dedica all’analisi fotometrica di asteroidi al fine di produrre periodo di rotazione e ampiezza, e come risultato vi sono già quattro articoli pubblicati dal minor planet bulletin.

Inoltre l’attivita di divulgazione  ha visto coinvolte anche scuole medie e scuole elementari e serate pubbliche svolte sia in osservatorio che all’aperto soprattutto in montagna a Pontechianale.

Maggiori particolari di questa storia e il suo seguito si possono trovare al sito www.osservatorioastronomicobsa.it

Per info: info@osservatorioastronomicobsa.it

Roberto Bonamico Savigliano (CN)

FOCUS ON: INQUINAMENTO LUMINOSO

L’inquinamento luminoso è la forma più pervasiva di inquinamento che interessa il 60% della popolazione mondiale e quasi il 90% della popolazione dei paesi industrializzati. Il suo abbattimento costituisce un modo per ridurre i consumi energetici e indirettamente il riscaldamento del pianeta. Il 9 Febbraio 2018 la regione Piemonte ha approvato la legge 3/2018 in materia di prevenzione e lotta all’inquinamento luminoso, legge che ha visto SAIt e INAF coinvolte in un percorso virtuoso per migliorare l’ambiente.

LA LOTTA ALL’INQUINAMENTO LUMINOSO NELLA REGIONE PIEMONTE

REGIONE PIEMONTE: LEGGE REGIONALE 9 FEBBRAIO 2018 N.3

INTERVISTA SU RADIO VATICANA

Le attività svolte dalla Sezione

Qui di seguito riportiamo le attività svolte daalla Sez. Piemonte e Valle d’Aosta, accompagnate dalle relazioni annuali:

2014-2015

2015-2016

2016-2017

2018

2019

SAIT PIEmonte e Valle D’Aosta

La sezione della Società Astronomica Italiana del Piemonte e della Valle d’Aosta nasce il 14 Ottobre 2013, grazie ai Soci: Piero Galeotti, Beppe Ellena, Alberto Cora, Angela Roncheil, Annalisa Deliperi, Mario Lattanzi, Richard L. Smart, Alessandro Spagna e Alessandro Sozzetti e altri.

Con lo scopo di promuovere la divulgazione tecnico-scientifica in generale e nelle scuole in particolare, la formazione nel campo delle Scienze fisiche-astronomiche, di coadiuvare le Istituzioni impegnate nella diffusione della cultura scientifica.

In ottempernza dello statuto della Società e come riportato nel Regolamento di Sezione.

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